Papa Francesco incoraggia il Centro Nazionale Coordinamento Maschere Italiane

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Papa Francesco incoraggia il Centro Nazionale Coordinamento Maschere Italiane

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“ E’ molto importante quello che fate, mantenere vivo il patrimonio culturale attraverso la valorizzazione di tradizioni, dialetti, prodotti tipici, bellezze architettoniche ed ambientali, diverse per regione ma che tutte insieme rappresentano l’Italia”  Queste sono state le parole pronunciate da Papa Francesco stringendo le mani alla nostra maschera locale, Al Dsèvod, Presidente del Centro Nazionale di Coordinamento Maschere Italiane, dopo una breve presentazione della mission dell’Associazione, avvenuta mercoledì, 7 novembre all’udienza che il Papa tiene in Vaticano ogni settimana.

Grande l’emozione per Dsèvod, al secolo Maurizio Trapelli e per Elena Didato, segretaria dell’Associazione, nel trovarsi a stringere le mani di questa figura tanto importante e rappresentativa del mondo cattolico, che con semplicità ed affetto ha voluto esprimere loro, sostegno ed ammirazione per un obiettivo che porta benessere all’intera comunità, concedendo a sorpresa uno scatto fotografico collettivo con una rappresentanza di maschere, al termine dell’udienza.

Il direttivo del Centro Nazionale di Coordinamento Maschere Italiane, si è detto molto orgoglioso della grande partecipazione, e ritiene l’appuntamento con il Papa, il coronamento di un sogno, ma non un punto di arrivo: “L’udienza dal Papa è una tappa importante che si aggiunge al percorso intenso intrapreso dal Centro di Coordinamento Maschere Italiane per il riconoscimento del ruolo della Maschera come “patrimonio culturale” ed espressione delle tipicità dei singoli territori.” Così sottolinea il vicepresidente Leandro Faletti, in arte Bicciolano, maschera di Vercelli che trae le sue origini dalla storia popolare in epoca fine ‘700, ed evoca valori di giustizia ed uguaglianza.

La tappa in Vaticano nasce da un’idea di Maurizio Trapelli dopo l’organizzazione della manifestazione annuale “Maschere Italiane a Parma” che, nella scorsa edizione, a giugno 2018, ha visto portare la tradizionale sfilata delle oltre 300 maschere italiane, in zona S. Leonardo. Quartiere complesso ma che appunto per questo motivo ha la necessità di tornare contenitore di eventi, manifestazioni, luoghi che sappiano esaltarne le caratteristiche positive di una popolazione cosmopolita, mitigandone le criticità.

In quell’occasione, Al Dsèvod insieme con Don Mauro Pongolini, parroco al San Leonardo, hanno imbastito l’appuntamento dal Papa, successivamente sostenuti e aiutati dalla richiesta, fatta pervenire alla Prefettura Pontificia, del Vescovo di Parma, Enrico Solmi. La concessione del permesso, neanche a dirlo, ha dato realtà ad un sogno ed avvio ad un percorso organizzativo di un certo impegno ma reso carico di aspettativa dalla calorosa accoglienza da parte di tutte le maschere iscritte al Centro di Coordinamento che in massa hanno aderito alla giornata.

Sono arrivate in Vaticano oltre 200 maschere con al seguito altrettanti accompagnatori, sostenitori delle varie attività dei tanti Comitati locali, tutti basati su puro volontariato. Un universo multicolore, rappresentativo di tante regioni italiane, dal sud, con Giangurgolo, maschera calabrese di Catanzaro, vera e propria espressione di commedia dell’arte, al nord con i gruppi di Veneto e Piemonte. Tutti quanti scesi all’alba nella Capitale, chi da pulman noleggiati, chi dal treno o dall’aereo, o ancora arrivando con un proprio mezzo. Un gruppone unico di oltre 400 persone fiere di rappresentare insieme un patrimonio culturale nazionale ed emozionate dall’incontro ad alto contenuto umano che si apprestavano ad avere.    

L’Udienza dal Papa, è tradizionalmente un momento di festa e comunione che vede l’unione di popoli, tradizioni e cultura, ed è sicuro che rimarrà un momento indimenticabile per le maschere italiane e per tutti gli accompagnatori che hanno partecipato.

La tappa all’Udienza da Papa Francesco, seppur fulcro della giornata, non è stato l’unico momento d’incontro delle Maschere italiane, a Roma. Calorosamente accolte dal gruppo capitolino della Bella Romanina e Tiburtello, con Rosangela Castelli, Direttore Artistico del “Gran CARNEVALE ROMANO”, si sono mostrate al pubblico che affollava l’Udienza attraverso una sfilata lungo tutta via Conciliazione fino ad arrivare a Castel Sant’Angelo. Lungo tutto il tragitto non sono mancate foto e selfie dei turisti multietnici che popolavano il percorso e che incuriositi ne chiedevano notizie, un pezzetto di storia dell’arte italiana che si porteranno nei loro Paesi.

A Castel Sant’Angelo ad attendere la rappresentanza di maschere del Centro di Coordinamento c’era l’assessore alla cultura del Municipio 1 Centro, Cinzia Guido. Anche in questo caso importanti le parole di apprezzamento e sostegno al Centro di Coordinamento Maschere Italiane, “per il lavoro di conservazione, rilancio e divulgazione alle nuove generazioni delle tradizioni del nostro Paese. Un lavoro fondamentale perché essere così diversi racconta come il nostro sia un Paese che ha costruito la sua ricchezza e la sua bellezza proprio sulla diversità”

Ed ecco che chiusa la favolosa parentesi romana, le maschere in buon ordine si ritirano, dirette ognuna verso il proprio territorio da dove saranno pronte a ripartire arricchiti di nuovi stimoli e rinnovate risorse.

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