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Capitan Spaventa

Capitan Spaventa

Anagrafica

    Classificazione: Maschera Commedia dell'Arte
    Periodo storico: fine 1500 inizi 1600
    Regione: Liguria
    Associazione: Gruppo di danza storica Le Gratie d'Amore

CAPITAN SPAVENTA

Liguria

STORIA DELLA MASCHERA 

“Io sono il Capitano Spavento da Valle Inferna, soprannominato il Diabolico, Principe dell’ordine equestre, Termigisto cioè grandissimo bravatore, grandissimo feritore e grandissimo uccisore, domatore e dominator dell’universo, figlio del Terremoto e della Saetta, parente della Morte, e amico strettissimo del gran Diavolo dell’Inferno”.
Con queste parole si presenta Capitan Spaventa, ne Le bravure di Capitan Spavento, una raccolta di canovacci firmata dal celebre capocomico Francesco Andreini (1548-1624), che impersonò questa maschera per la Compagnia dei Gelosi, attiva con grande successo tra Italia e Francia alla fine del XVI secolo. Marito dell’attrice e scrittrice Isabella Andreini, celebrata anche da Torquato Tasso, Andreini portava in scena, dandogli per la prima volta una dignità teatrale che sarà poi fissata sulla carta nel trattato delle “Bravure”, il personaggio del Capitano già presente da tempo nei canovacci e sulle scene delle compagnie di comici che giravano l’Europa a cavallo tra Cinque e Seicento.
Qualche anno dopo, nelle sue più celebri composizioni comiche – I due anelli simili e I comici schiavi – sarà il nobile e letterato genovese Anton Giulio Brignole Sale a riprendere gli stilemi del Capitano e di altri comprimari, portandoli di nuovo in scena e dotandoli di una fisionomia genovese che è arrivata fino ai giorni nostri. Tra Brignole-Sale e Andreini, tra il nobile colto e il capocomico-scrittore, si dà vita a un gioco di rimandi e citazioni assolutamente non casuale. Stava nascendo la maschera ligure.
Del resto, scriveva ancora Anton Giulio Brignole Sale nel “Carnovale”, “’Italia ha pochi luoghi dove il Carnevale si festeggi siccome in Genova…”: E certo – sottolinea Maria Elisabetta Zorzi dell’Ufficio Tradizioni del Comune di Genova – Anton Giulio si riferiva anche all’attività dell’Accademia degli Addormentati nella quale lui e altri nobili si riunivano per ideare eventi magnifici per festeggiare appunto il Carnevale.
Si trattava – continua Zorzi – di eventi altamente spettacolari (coreografie mitologiche e letterarie, tornei e giostre di cavalieri in vesti sfarzose) che animavano il “quartiere nobiliare” di Strada Nuova ed erano di fatto – così come le “veglie” negli splendidi palazzi – eventi autocelebrativi dei nobili al governo della Repubblica di Genova, oltre che ottime occasioni per fare apprezzare la città agli ospiti importanti e ai viaggiatori in visita e/o in transito.
Nella “Invenzione” di un altro letterato genovese, Giulio Pallavicino, con l’intento di scriver tutte le cose accadute “alli tempi suoi” (1583/1589), l’Autore descrisse alcuni di quegli splendidi Carnevali dell’età barocca.
Una lunga premessa per cercare di capire come da un retroterra teatrale di tutto rispetto, che va dalla Commedia dell’Arte di Andreini al teatro comico barocco di Anton Giulio Brignole-Sale, si arriva alla maschera genovese di Capitan Spaventa. Nella seconda metà dell’Ottocento il personaggio, il costume, la maschera vengono “codificati” da una pubblicazione Sonzogno – Almanacco delle Maschere Italiane 1864 – che riproduce in un’incisione dettagliatissima il costume del Capitano. Qualche anno prima Maurice Sand, nel suo Masque et Bouffons – Comedie Italienne, da cui il testo Sonzogno è derivato, aveva per la prima volta descritto e raffigurato il personaggio, da cui la ricostruzione che proponiamo, realizzata a Genova negli Anni ’90 dal Gruppo Storico Sestrese per il revocatore Giuseppe Robello è derivata.

DESCRIZIONE DELLA MASCHERA 

Gorgiera candida, spada dall’elaborata elsa barocca, livrea bicolore “all’antico capitano italiano successe il capitano spagnuolo, che si vestiva nell’abito del suo paese”, quindi giallo-rosso), lunga spada, baffoni, cappello ornato di piume e maschera con naso e sopracciglia prominenti. Nella versione originale che proponiamo, quella degli Anni ’90 che si è voluta conservare, il costume ha un’alternaza bicolore crema-rosso scuro

Persona autorizzata ad indossare la Maschera:

Marco Raffa

Maschera riconosciuta da:

Comune Genova

La maschera oggi..

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