Conosci la maschera

El Vulón

El Vulón

Anagrafica

    Classificazione: maschere allegorica
    Periodo storico: 1951
    Regione: Marche
    Associazione: Ente Carnevalesca
    www.carnevaledifano.com

EL VULÒN
Fano

STORIA DELLA MASCHERA 

El Vulón è la maschera ufficiale del carnevale di Fano. Nasce nel 1951 dalla matita del poliedrico artista Melchiorre (Rino) Fucci (Fano 1893 – Fano 1972), formatosi all’Accademia di Belle Arti ad Urbino e all’Accademia del Nudo a Roma, il quale partecipa fervidamente alla vita della Capitale, passando dagli Studi di Cinecittà al Laboratorio di restauro del Vaticano, dalle Officine grafiche alle mostre sindacali. Fu anche vice-presidente dell’Ente Carnevalesca. Fucci intuì la necessità di dotare l’antica manifestazione fanese di una vera e propria maschera-simbolo al pari delle più famose ed illustri maschere italiane. Il termine Vulón, che in dialetto fanese significa persona boriosa, vanitosa, superba e gradassa, sembra avere origini francesi. Si usa far risalire l’espressione alla frase “Nous voulons”, utilizzata arrogantemente dai banditori pubblici quando declamavano leggi e decreti del governo napoleonico. Proclami di cui non esiste alcun documento certo, ma ai fanesi è sempre piaciuta questa immaginosa storia. Da questi caratteri deteriori dei fanesi Fucci nel 1951 schizza, progetta, e infine crea la maschera del Vulón, una sorta di menestrello spavaldo, rutilante e buffone, metà Don Rodrigo e metà Barone di Munchhausen. Leggenda vuole che la fantasia dell’artista sia stata solleticata dalla scoperta di un antico documento in volgare del ‘600, avvenuta proprio nel 1951, dove si narra di un bizzarro personaggio armato di doga, corazza d’acciaio, schinieri, cosciali etruschi e una mandola greca all’omero, che proprio nei giorni di carnevale era entrato nel porto di Fano con una nave, reduce da misteriosi viaggi in Oriente. Accerchiato dalla folla, l’ignoto forestiero aveva scaricato bauli sovraccarichi di preziose mercanzie, variopinti confetti e gustose leccornie. La folla meravigliata da cotanta abbondanza gli chiese: “Lo tuo nome!” e quello rispose: “Niun mai lo seppe, ma poiché m’avete fatto vostro, ecco, Volone mi chiamo!”. E la folla in coro gridò: “Viva Vulon!”
Fucci concretizzò il racconto ideando un Vulón con in testa un alto cilindro, il monocolo all’occhio sinistro, mentre il destro girava d’intorno furbesco, due baffoni, il pizzetto, il naso adunco e un sorriso beffardo. Addosso un farsetto bianco e rosso, sulle spalle un mantello di piume di pavone, i calzoni a paggetto, la calzamaglia, uno stivale con sperone e un gambale di bronzo etrusco. Coronava il tutto uno spadone alla cintura e una mandola d’ispirazione greca.

DESCRIZIONE DELLA MASCHERA 

Il disegno grafico della Maschera denominata “El Vulón” rappresenta un menestrello che suona uno strumento a corde con cassa tonda grigia con un rilievo di colore nero. Il vestiario è una combinazione alternata di indumenti romani e medievali. Le gambe sono divaricate, quella destra indossa una calzamaglia rossa e stivale alto nero con fiocco grigio e sperone tondo a borchie appuntite, quella sinistra calza un sandalo romano a fibbie grigie con gambale rosso su gamba nera sovrastata da tre lembi di colore grigio con effetti luminosi per simulare il metallo della corazza. Posta di traverso e dietro, a metà figura della maschera, è presente una spada a doppio taglio grigia con elsa a sinistra a croce nella parte superiore e inclinata nella parte inferiore. La camicia è suddivisa a metà dai colori bianco a destra e rosso a sinistra con evidente richiamo ai colori del simbolo del Comune di Fano. La camicia presenta un voluminoso colletto bianco a gorgiera che proietta un’ombra nera. Il mantello è corto ed è composto da enormi penne che sfumano dal chiaro allo scuro, nella parte sinistra quasi completamente nero perché in ombra. Le mani indossano guanti: bianco la sinistra e rosso la destra. Conclude il vestiario un elegante cilindro nero realizzato con forti contrasti di chiaro-scuro per enfatizzare l’effetto lucido.
Il volto è scarno con naso molto grande e adunco, la bocca con labbra rosse, chiusa e lunga, accennante un sarcastico sorriso. Presenti due baffetti e un pizzetto neri, lunghissimi, appuntiti e curvati verso l’alto. Nell’occhio sinistro è presente un monocolo, quello destro è semicircolare con pupilla nera che scruta chi lo guarda.

I COLORI DELLA MASCHERA

I colori impiegati sono
NERO con tutte le sue sfumature grigie nelle varie gradazioni percentuali
ROSSO PANTONE C 2035 (lucido) e PANTONE U 2035 (opaco)
BIANCO

Persona autorizzata ad indossare la Maschera:

Simone Diotallevi

 

La maschera oggi..

El Vulon