AL DSÈVOD
Putignano – Puglia
STORIA DELLA MASCHERA:
Un contadino giullare sul confine tra il mondo contadino e l’era moderna.
La maschera ufficiale è nata nel 1953 (pubblicata nel 1954), ed è ispirata ad un contadino (spesso e volentieri brillo) che si divertiva ad inventare battute e canzonette per le campagne e per le vie del centro antico del paese di Putignano. Il suo soprannome era “A Far’nood”, Farinella. Un primo tentativo fu fatto qualche anno prima da un carrista il quale creò un pupo nell’atto di mettere pace fra cani e gatti.
Il nome Farinella
La Farinella è uno sfarinato di orzo e ceci tostati. Alimento basilare per i contadini di Putignano, i quali fino ai primi decenni del 900 vivevano in condizione di fame e sfruttamento. Anticamente si usava mescolata con acqua, olio o i più benestanti con il sugo di ragù.
Origine e ufficializzazione della maschera.
Nel 1953 il Carnevale di Putignano viene riconosciuto dal governo italiano come importante evento turistico e culturale e riceve per la prima volta il riconoscimento dell’E.N.I. T
Sorge pertanto l’esigenza di creare un’immagine del Carnevale di Putignano e il Comitato Organizzatore, presieduto dal Commendatore Elefante, si rivolge alla storica Litografia “Favai” di Bari (specializzata nella realizzazione di santini) in cui lavora come “pittore di Giornali” il ventiduenne Mimmo Castellano, al quale viene affidato l’incarico di realizzare un manifesto che rappresentasse la Maschera del Carnevale di Putignano tenendo conto del contadino “A Far’nood”. Mimmo Castellano diventerà poi una figura di rilievo internazionale nell’ambito della grafica e del design.
Mimmo (Giacomo) Castellano ideò un contadino dal nasone rubizzo, le sopracciglia irsute e con le guance arrossate dal vino, nelle vesti di un Giullare variopinto di diversi colori. Lo stile del suo disegno molto geometrico, negli anni ’50 rappresentò una vera novità.
intervista di Dino Parrotta a Mimmo Castellano https://www.youtube.com/watch?v=WtPiKKw5B8c
intervista a Dino Parrotta sulle origini della maschera : https://www.youtube.com/watch?v=gSwbJFB5TTk
DESCRIZIONE DELLA MASCHERA
Costume
Il costume variopinto a losanghe irregolari richiama la follia e l’allegria del Carnevale; sovrapposti ha un paio di pantaloni a palloncino celesti e arancione scuro; una gorgiera dello stesso colore dei pantaloncini e delle scarpe.
Il cappello a tre punte (anche se nel manifesto del 1954 ne restano visibili solo due) simboleggiano i tre colli di Putignano; così come i tre sonagli che indossa al collo.
Le sue scarpe sono blu e sulla punta hanno un sonaglietto.
Personaggio
Il carattere del personaggio
Porta sempre con sé un sacchetto con della Farinella e spesso si accompagna con un ramo di vite (U’ Ce’ppoon) . Come ogni bizzarro giullare si muove saltellando, magari con piccole acrobazie e stravaganti modi di stare fermo. Parla spesso in rima e come un contadino moderno alterna il dialetto alla lingua italiana. Sa essere gentile ed elegante e nello stesso momento grossolano e irriverente.
Nella rappresentazione del personaggio, l’attore indossa una mezza maschera in cuoio che riproduce il volto del contadino/giullare. La mezza maschera teatrale è stata ideata da Dino Parrotta e la sua ultima versione è realizzata dallo scultore e mascheraio Renzo Antonello.
MASCHERA RICONOSCIUTA DA:
COMUNE, Provincia, Regione
Persona autorizzata ad indossare la Maschera:
Dino Parrotta