FATA MURGINA
Altamura – Puglia
STORIA DELLA MASCHERA:
Al tempo di Federico II, in Altamura, viveva una famiglia assai numerosa.
Le condizioni di vita erano molto grame.
La fame era all’ordine del giorno e i genitori dovevano prodigarsi , ogni giorno, a sfamare la loro numerosa prole.
La Murgia vibrante di vita in primavera esplodeva coi suoi multicolori assorbendo un gran fascino naturale; anche se apparentemente arida concedeva un po’ a tutti, frutti rigogliosi tanto che, dal commercio di taluni prodotti quando vi era l’abbondanza, riuscivano a smorzare il peso dei morsi della fame.
Ciascuno dei familiari sapeva che l’utilizzo del fuoco comportava una gran prudenza onde evitare l’innesco di eventuali incendi che avrebbe peggiorato le loro già precarie condizioni di vita.
Ma venne un giorno una terribile pestilenza che, al di là delle proprie volontà, divorò ogni avere.
La gente del villaggio tentò di rifugiarsi nelle grotte per nascondersi agli occhi dei più.
La tragedia comportò l’estinzione della maggior parte delle persone.
Tutti erano disorientati, tranne coloro che vivevano nelle campagne.
Essi parevano essere più felici degli altri, e di fatto godevano spensierati delle giornate serene che la natura offriva loro; sapevano accontentarsi di quel poco che ricevevano.
Ringraziavano il cielo e la terra per tutti i doni ricevuti e con cui gli uomini, seppur con enormi sacrifici, riuscivano a tirare avanti.
Venne il tempo di fare una festa da destinare a tutto il popolo murgiano.
Ad essa accorsero numerosi sudditi. Non mancarono di partecipare all’appuntamento anche i figli della numerosa famiglia, compresa la loro bambina che oramai si era fatta una bella donna e che, come tutte in quel tempo, sognava di trovare il suo più grande amore.
Questa fanciulla che sin da piccola aveva mostrato di essere dotata di un carattere docile, pacifico e gioviale risultava a molti simpatica e veniva chiamata “Fata Murgina”: quando arrivava, tutto intorno a lei si trasformava.
La terra sembrava riprendere fiato, le piante apparivano più rigogliose ed abbondanti e persino il cielo la graziava interrompendo grandi temporali alla sua vista (apparizione).
DESCRIZIONE DELLA MASCHERA
Papaveri rossi, spighe di grano, di cui tre chicchi dorati sono inserirti sul mento della maschera, ciclamini selvatici erbe e fiori spontanei (orchidee), foglie d’ulivo, merletto di pizzo nero. L’abito muta al mutar delle stagioni presentando i suoi colori, profumi e sapori.
MASCHERA RICONOSCIUTA DA:
Comune
Persona autorizzata ad indossare la Maschera:
Rosaria Avelluto