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Rabachen e Cagnera

Rabachen e Cagnera

Anagrafica

    maschera allegorica
    1900
    Marche
    DIOCESI DI PESARO

RABACHEN E CAGNERA

Pesaro – Marche

STORIA DELLA MASCHERA: 

Il Rabachen (“baccano”) e la sua compagna Cagnèra (“lite”) sono le maschere del carnevale di Pesaro sin dal 1874; l’uno è caratterizzato dall’alto cappello a cilindro,
e un paltò pesante a coda di rondine in panno rosso vivo, con fascia bicolore e tante medaglie (patacche)
Come nell’ Ottocento, Rabachén apre le sfilate di carnevale ritto su un carro allegorico o su un calesse trainato cavalli e, al contrario di tutte le maschere della commedia dell’arte, parte “dall’alto” perché è un “Principe incontentabile, il Principe del buonumore”.
La Cagnèra è la seconda maschera di Pesaro, sposa di Rabachén[1][2].
Nata insieme al “marito” nel 1874 ma poi rimasta nell’oblio per parecchi anni fino a ricomparire alla fine degli anni ottanta.
Il nome è tipicamente legato al dialetto pesarese e sta ad indicare bisticcio, litigio.
Il vestito è composto da una gonna rossa orlata di pizzo, camicia bianca e corpetto nero. Le mani sono avvolte da guanti bianchi e stringono una borsetta o un cestino, mentre un capello con velina nasconde il volto di chi la indossa. Una moltitudine di nastri adorna poi il corpo

DESCRIZIONE DELLA MASCHERA 

IL COSTUME DI RABACHEN
Rabachén è una figura stravagante, impetuosa, dal portamento aristocratico un nobile dall’aspetto diplomatico. Ritto, a fronte alta, domina per la sua statura su tutti quelli che lo seguono. Come nel lontano ottocento, Rabachén apre le sfilate di carnevale ritto su un carro allegorico o su un “Landau” trainato da “focosi” cavalli bianchi con un cocchiere che veste in livrea, calzoni a polpaccio, calze bianche e scarpe a fibbia così come è la livrea delle nobili famiglie dei Colonna o degli Orsini. Tutto attorno, in una chiassosa festa, è circondato da maschere varie: la sua splendida Corte di ministri, dame, religiosi, guardie, paggi tutti presi dal pubblico. Il costume di Rabachén fu ideato solo nel 1958 ed è rimasto sostanzialmente invariato, tranne alcune piccole modifiche apportate dai singoli personaggi che lo hanno raffigurato: Paltò pesante a coda di rondine in panno rosso vivo, pantaloni neri a righine bianche, camicia bianca con collo ad ampi becchi, fascia ai fianchi con i colori simbolo della città di Pesaro il bianco e il rosso, scarpe nere a punta larga. Al collo porta a volte un “foulard” in tinta unita a volte un “papillon” nero. Mascherina nera, barba e baffi con grossa ed alta tuba nera come copricapo. Sul petto fa bella mostra l’ampio medagliere con decorazioni varie e medaglie di … cioccolata. Rabachén, al contrario di tutte le maschere della commedia dell’arte, parte “dall’alto” perché è un Principe incontentabile, il Principe del buonumore.
LA FIGURA DELLA CAGNERA
Non poteva mancare una presenza femminile al fianco di Rabachén. La Signora “Cagnèra”, era già presente nel carnevale dei nonni. Dopo un lungo periodo di oblio la vediamo riapparire verso la fine degli anni ottanta del secolo scorso per trovare posto alla destra di Rabachén. Nel 1960 Rabachén, parlando alla folla ebbe a dire: … il prossimo carnevale vi farò conoscere mia moglie. E chi è mia moglie, come si chiama?… si chiama …Cagnèra… Il suo nome, tipicamente acquisito dal vernacolo cittadino, ha significati che si avvicinano a quelli del suo consorte. Il termine esprime il desiderio di accendere focosi discorsi e parlare con animazione accentuata fino a giungere, in senso di bonario scherzo, alla lite. Questo si può tradurre in bisticcio, litigio …. Alterco etc. La signora Cagnèra è una figura non molto alta di statura e possiamo immaginarla anche alquanto robustina di fisico. Indossa un’ampia gonna di panno rosso adornata di nastri ed ampio pizzo al bordo inferiore, camicetta bianca con ampio bavero, corpetto di velluto nero con accessori verdi, guanti bianchi ed una mascherina rossa con veletta che nasconde quasi interamente il volto. Scarpe nere ed un delizioso cappellino azzurro carico adorno di fiori. Con se porta solitamente una borsetta e un cestino di paglia con fiori.

MASCHERA RICONOSCIUTA DA: 
COMUNE

Persona autorizzata ad indossare la Maschera:

Albino Calcinari

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