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Sos Merdules Bezzos de Otzana

Sos Merdules Bezzos de Otzana

Anagrafica

    Maschera storica
    Tardo Periodo Nuragico
    Sardegna
    Associazione: Sos Merdules Bezzos de
    www.merdulesbezzos.com

SOS MERDULES BEZZOS DE OTZANA

Ottana – Nuoro

STORIA DELLA MASCHERA: 
La caratteristica fondamentale, e di maggior vanto, della tradizione carnevalesca di Ottana è la straordinaria persistenza nel tempo: il carnevale a Ottana sin dai tempi remoti non si è mai fermato, è sopravvissuto al passare del tempo, e seppur con piccole trasformazioni, legate soprattutto all’ evoluzione della società, è giunto sino ai giorni nostri senza perdere l’ antico significato che l’ ha originato.
Tutto ciò è merito del profondo sentimento della comunità Ottanese verso le tradizioni carnevalesche e verso la loro conservazione: questo ha portato nel lontano 1973, su iniziativa di alcuni amici, alla formazione di un gruppo di Merdules con l’ intento di valorizzare e promuovere le tradizioni legate al carnevale. In seguito il 27 Gennaio 1999 viene ufficialmente fondata l’ associazione culturale “Sos Merdules Bezzos de Otzana” che grazie alla volontà dei promotori del gruppo storico , ormai divenuti “vecchi” , si conviene di coinvolgere in modo attivo i giovani paesani tramandandogli le proprie conoscenze carnevalesche, che a loro volta hanno ricevuto in eredità dai propri avi, ma soprattutto trasmettendogli l’ entusiasmo nel diffondere in tutto il mondo la cultura e tradizione del proprio carnevale.
Si è passati così, col trascorrere degli anni, da una dozzina di componenti, che formavano il gruppo storico, a circa 50 soci che compongono la nostra associazione.
L’ origine del carnevale Ottanese si perde in tempi molto remoti, sicuramente si colloca in un età pre-nuragica visti i numerosi rituali legati al ciclo agrario e al culto del dio Toro simbolo di forza e fertilità che ne costituiscono fonte di unicità, rarità e pregio.
Il carnevale ottanese è una festa: simbolo della rinascita della natura con l’ arrivo della primavera,
ha inizio il 16 Gennaio, vigilia di Sant Antonio Abate per proseguire poi per San Sebastiano e per la Candelora e per ogni sabato e domenica susccessivi fino ai tre giorni di carnevale per terminare la domenica seguente a martedì grasso.
Il 16 gennaio si festeggia il rituale de S’ Ogulone in onore di Sant Antoni de Su Ogu ( Sant Antonio Abate), tutta la comunità Ottanese partecipa dalla mattina presto al taglio e raccolta in piazza dei tronchi di legna che andranno a formare a tardo pomeriggio un unico falò . All ‘ accensione del fuoco, che avviene all’ imbrunire, fà seguito la funzione religiosa che termina con la benedizione del fuoco in piazza. Con la benedizione del fuoco ( S’ Ogulone) i merdules possono rendere onore a Sant Antonio perpetuando un rito antichissimo che prevede tre giri attorno al falò.
Con il termine Merdules si intendono in generale tutte le maschere che partecipano al carnevale tradizionale Ottanese, ma un’ altra particolarità di questo carnevale è che al suo interno si trovano sia maschere zoomorfe ( su boe, su molente, su porcu, su crapolu ) che maschere antropomorfe (su merdules, sa ilonzana).

DESCRIZIONE DELLA MASCHERA 
“ SU BOE” veste candide pelli di pecora bianca che coprono il busto e cambali, sempre in pelle di pecora bianca, che coprono le gambe. Su boe porta a tracolla un poderoso fardello di campanacci “sonazzas”; il viso è coperto da una maschera lignea chiamata “carazza”, ricavata da un tronco di pero selvatico , intagliata interamente a mano, riproduce la figura taurina, antica divinità punico-nuragica, simbolo di forza vitale. La maschera è assicurata al viso nella parte superiore tramite una stringa di cuoio che cinge il capo, nella parte inferiore è avvolta da un fazzoletto scuro (mucadore), che ripiegato lungo la diagonale copre per intero la testa e permette di assicurare meglio la maschera stessa al mento.
La figura de “ su Boe “ rappresenta l’ animale selvatico, incontrollabile, che si ribella al suo padrone: inizialmente “su boe” procede con una andatura ordinata, cadenzata dal ritmo dei campanacci, per passare, improvvisamente, a un movimento caotico col quale spaventa e minaccia chi gli stà attorno, muggisce e si rotola per terra. E’ compito de “ su Merdule “di riportare l’ ordine ammansendo e controllando “su boe”.
“SU MERDULE” veste, come su boe, pelli di pecora bianca che coprono il busto e cambali di cuoio, tipici dei pastori sardi, che coprono le gambe. Sul viso porta una maschera dalle sembianze antropomorfe con tratti umani deformi; con l’ intaglio di questa maschera si vuole rappresentare la sofferenza umana dovuta alla fatica, al disagio del pastore che vive dietro le mandrie in condizioni difficili. Su merdule, infatti, rappresenta l’ uomo, il bovaro che cerca di domare la forza animale.
La maschera è assicurata al viso con una stringa di cuoio, come quella de su boe, sul capo un fazzoletto scuro “mucadore” copre la testa. Su merdule porta con sé quei utensili che lo accompagnano nel suo lavoro quotidiano: sulle spalle porta una sacca di cuoio “sa taschedda”, in mano tiene un bastone di legno “su mazzuccu” e una fune di cuoio “sa socca”, questi ultimi vengono usati per imprimere più forza ai comandi che impartisce agli animali. Su merdule procede con passo lento e affannoso e con “su mazzuccu” e “sa socca” cerca di domare su boe fino a farlo sdraiare a terra per accarezzarlo.
“S’ ORRIU” Tra i merdule si mette in evidenza un’altra figura che si caratterizza e prende il nome per un particolare strumento che porta a tracolla “s’ orriu”. S’ orriu è costituito da un cilindro di sughero aperto ad una un’ estremità e chiuso dall’ altra da uno strato di pelle d’ asino che, per mezzo di un foro al suo centro permette l’ introduzione di un filo intrecciato unto di pece che lo attraversa per tutta la sua altezza. Sfregando e tirando questo filo viene emesso un particolare suono che sfruttando la cassa di risonanza del cilindro di sughero produce un caratteristico timbro, capace di spaventare gli animali.
“SA ILONZANA”, veste come una vecchia vedova in lutto con gonna e scialle nero, sgraziata da una gobba, anche lei porta sul viso una maschera di pero selvatico simile a quella de”su merdule “ ma dai tratti molto semplici. Tale maschera è fissata al viso con una stringa di cuoio e fazzoletto scuro che copre il capo. La filonzana anticamente usciva solamente il martedì, ultimo giorno del carnevale, mentre adesso accompagna sempre l’ uscita delle altre figure del carnevale ottanese. Porta con sé gli attrezzi del fare quotidiano come “s’usu”, il fuso, e un paio di forbici. La filonzana rappresenta una vecchia filatrice: con la mano sinistra tiene alta la rocca, con la mano destra fa girare il fuso simboleggiando, attraverso il filo di lana, l’andamento del corso della vita che può interrompersi improvvisamente come improvvisamente può spezzarsi il filo di lana. Infatti la filonzana fila continuamente la lana minacciando, di tanto in tanto ma senza mai farlo, di spezzare il filo con le forbici : gesto di cattivo auspicio. La filonzana procede con passo lento ma deciso, segue sempre”su merdule”, e non smette mai di filare.
Esistono altre figure minori, ma non meno importanti, sempre legate al mondo agropastorale ,che partecipano al carnevale di ottana:
-“SU PORCU” , il maiale, veste con degli abiti semplici di oresi, porta una maschera lignea con sembianze suine, si muove libero tra la gente creando scompiglio perché sfugge al controllo del merdule.
-“SU MOLENTE”, l ‘asino, veste pelli bianche che gli coprono il busto e cambali, sempre di pelli bianche, che coprono le gambe; porta sul viso una maschera lignea dalle sembianze equidi e un solo campanaccio legato al collo, si muove libero tra la gent

MASCHERA RICONOSCIUTA DA: 
Comune, Provincia, Regione, Pro Loco, Camera di Commercio

Persona autorizzata ad indossare la Maschera:

Fabrizio Arre

Sos Merdules Bezzos de Otzana

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